Tutti i vantaggi degli inserti autoaggancianti
L’obiettivo di raggiungere un risultato professionale ed efficiente puntando sulla qualità e sulla semplicità di montaggio è senza dubbio un guadagno necessario. Oggigiorno la semplicità sembra essere la parola d’ordine per raggiungere qualsiasi risultato, ed è sicuramente quello che il mercato ricerca e richiede, in modo tale da favorire i suoi acquirenti. Le note positive che gli inserti autoaggancianti mostrano sono notevoli e meritano un’ attenzione particolare, infatti è possibile spaziare su diversi fronti, come la possibilità di legare in maniera continua costi e benefici, in modo tale da rendere scorrevole e lineare qualsiasi progettazione, un dettaglio da non sottovalutare.
Gli inserti autoaggancianti sono sicuramente poco conosciuti, per tale motivo c’è una maggiore diffidenza, ma non sempre qualcosa di nuovo è sinonimo di variazione in negativo, anzi in questo caso possiamo affermare con certezza che vi sono innumerevoli benefici. Innanzitutto focalizziamoci sulla semplicità dell’ installazione, realizzabile mediante presse pneumatiche ed idrauliche, infatti basta posizionare l’ inserto in un foro ed esercitare una pressione, inoltre il sistema di fissaggio si basa sull’adattamento a freddo della lamiera, su una corretta foratura e sulla giusta pressione del montaggio, permettendo così alla lamiera di uniformarsi e riempire quelle insenature presenti sull’inserto autoagganciante.
Da sottolineare è la caratteristica che l’ istallazione è pulita, non vi è necessità di utilizzare grassi o untori per facilitare la dinamica, inoltre è possibile usufruire di questi articoli anche su “scatolati”, su lamiere già piegate, ovviamente il consiglio degli esperti è quello di seguire minuziosamente i dettagli riportati nell’ istallazione in modo tale da evitare spiacevoli sorprese, non basta somministrare un colpo secco e deciso “stile martello” per l’ aggancio, ma è necessario fornire una pressione ben distribuita. I materiali utilizzati sono qualitativamente ottimi ed è possibile scegliere tra due varianti base, ossia acciaio inox o acciaio al carbonio zincato. Il catalogo riporta diversi articoli adatti ad ogni occasione, pronti a soddisfare i clienti più esigenti. alcuni esempi sono: I dadi autoaggangianti a filo lamiera, i prigionieri auto aggancianti, la bussole auto aggancianti cieche, le bussole autoaggangianti miniaturizzate, i perni di posizionamento a molla autoaggangianti, e tanti altri prodotti , ognuno dei quali è disponibile in vari spessori.
Qualunque sia l’ esigenza di assemblaggio, questi prodotti sapranno integrarsi senza alcun problema, rispondendo positivamente ad ogni tipo di richiesta, garantendo al cliente affidabilità, sicurezza e prezzi vantaggiosi.
Usi e limiti dei dadi auto aggancianti
Abbiamo più volte dibattuto sulla necessità di dare rilevanza tecnica ai dettagli, ogni minimo particolare per quanto possa risultare ininfluente, in realtà potrebbe rivelarsi fondamentale, ed è proprio sui dettagli che bisogna concentrare l’ attenzione quando si parla di assemblaggio e adattamento. I tecnici LD Fasteners sono istruiti e formati per offrire ai clienti tutto il supporto necessario, pre-vendita e post-vendita, un’ assistenza qualificata e continua che permetterà di scegliere la soluzione più comoda, più vantaggiosa, più economica e più sicura. Vi sembrano dettagli da sottovalutare?
Quella che potrebbe apparire come la scelta più sicura e più innovativa potrebbe non essere adeguata, un esempio pratico ci viene fornito dai dadi autoaggancianti, appartenenti alla grande famiglia degli inserti autoaggancianti. Questi articoli offrono garanzia e tutela e sono disponibili in varie filettature, ogni filettatura è caratterizzata da 3 diversi spessori(-0-1-2). La scelta da eseguire si basa ovviamente sullo spessore della lamiera, adeguando il dado a quest’ ultima, nella misura più sensata, si potrà ottenere un risultato ottimale. La difficoltà maggiore è proprio questa,scegliere tra le diverse misure quella che possa assicurarvi una tenuta stabile , per tale motivo il consiglio tecnico diventa uno strumento vincente e sicuro, per permettervi di ottenere il massimo.
Alcune case costruttrici hanno introdotto sul mercato un terzo spessore, disponendo di (0-1-2-3), ma poniamoci una domanda: E’ realmente vantaggioso ed efficiente questo terzo spessore?
La variante -3 necessita di una lamiera di almeno 2,5/3,0 mm di spessore, che risulta essere pesante ed ingombrante, in queste situazioni a nostro avviso è più opportuno optare su un inserto autoagganciante classico o meglio ancora su un inserto filettato, infatti quanto più lo spessore diventa maggiore più diventa svantaggioso il montaggio di un dado, e il risultato finale si tramuta in un prodotto poco ottimizzato.
La maggiore qualità dell’ inserto filettato rispetto all’ autoagganciante classico è fornita dalla facilità di montaggio, più lo spessore diventa imponente più difficoltoso risulterà essere l’ assemblaggio, infatti l’ installazione dell’ inserto autoagganciante è realizzabile mediante una pressa, quindi la lamiera necessita d i essere spostata; sull’ altro fronte l’ inserto filettato ha una facilità poco trascurabile di installazione, realizzabile mediante “ tirainserti”, quindi in questo caso è l’ operatore che si sposta lungo la lamiera garantendo una maggiore precisione.
Il gruppo LD Fasteners offre ai suoi clienti qualora lo desiderassero anche lo spessore -3, nonostante abbiamo ritenuto non necessario inserirlo nel catalogo, per via della spiegazione tecnica che vi abbiamo precedentemente illustrato. Il consiglio che offriamo sempre alla nostra utenza è quello di non sottovalutare le enormi risorse dei nostri tecnici, e di fidarsi della loro esperienza.
La Tecnologia dei Dadi autoaggancianti
Quando utilizzare un prigioniero a testa ridotta?
L’estetica ha assunto un ruolo primario un po’ ovunque, si può affermare con criterio che una buona percentuale di successo del prodotto è legata all’ aspetto esterno delle linee e delle forme. Noi ci occupiamo di meccanica, ma anche nella nostra realtà apparentemente “grezza” e poco esteta, un ruolo massimale assume la linearità del prodotto, ed anche il suo aspetto diviene fonte di garanzia e successo.
L’ ambizione di creare qualcosa di completo, ci porta ad agire nel pieno rispetto della geometria del prodotto finito, studiando il sistema di assemblaggio più idoneo, capace di conservare inalterate le caratteristiche del sistema.
Sono molti gli accorgimenti tecnici da poter considerare per garantire un’ armonia estetica adeguata, primo tra tutti è l’ utilizzo dei prigionieri a testa ridotta, appartenenti alla classe degli inserti autoaggancianti, ampiamente utilizzati e conosciuti, infatti la particolare conformazione della testa dell’ inserto consente loro di avvicinarsi di molto al bordo di piegatura, o all’ estremità della lamiera, senza che quest’ ultima nella fase di montaggio possa danneggiarsi o rovinarsi.
La differenza sostanziale tra l’ uso di un prigioniero classico rispetto ad un prigioniero a testa ridotta è evidente, in quanto nel primo caso è necessario mantenere una distanza minima adeguata tra il prigioniero ed il bordo della lamiera, ma nonostante ciò la compattezza e l’ aspetto finito del prodotto possono risultare in disaccordo, mentre nel secondo caso il margine di distanza è ridotto notevolmente, ed i vantaggi applicativi sono maggiori e notevolmente superiori.
Come si può ben notare gli errori possono essere elevati, basta compiere una scelta meno accurata per ritrovarsi dinanzi ad una qualità poco gradevole, per tale motivo esortiamo ad un contatto diretto con il nostro personale tecnico.
Utilizzo dei Dadi autoaggancianti su lamiere di 0,63 mm
La possibilità di poter estendere il nostro sapere a terzi e di permettere ai nostri prodotti di svilupparsi al di là di una conoscenza superficiale è uno degli obbiettivi che ci siamo prefissi da tempo , per tale motivo i nostri articoli sono accompagnati da un bagaglio tecnico pratico, ma anche da un studio teorico, che possa permettere ai nostri fruitori di conoscere a 360° ciò che si sta acquistando, nella sicurezza e nell’ affidabilità più totale.
Dedichiamo un’ analisi più approfondita ai dadi autoaggancianti, appartenenti alla grande famiglia degli inserti autoaggancianti, sono articoli di cui abbiamo già discusso, ma in questo caso il fulcro centrare è la possibilità di utilizzare questi ultimi anche su lamiere sottili. Disponiamo infatti di un dado idoneo e adeguato a questo tipo di situazione, inoltre dagli studi fisici è emerso che il dado autoagganciante consente di migliorare la distribuzione del carico, sia esso statico che dinamico, permettendo un serraggio completo ed efficiente sotto tutti i punti di vista; in virtù dei numerosi vantaggi che i dadi autoaggancianti offrono, risulta davvero difficoltoso rinunciare al loro utilizzo.
La possibilità di inserire il nostro dado autoagganciante su lamiere di spessore 0,63 mm è una realtà tangibile e non il frutto di una fervida immaginazione, infatti anche le lamiere più sottili possono giovare della stabilità di assemblaggio fornita dagli inserti autoaggancianti. La questione più spiacevole è il dover ammettere che i progettisti siano ignari di questa prospettiva, e purtroppo i dati statistici parlano chiaro, nel 90% dei casi le progettazioni non riportano l’ utilizzo del dado autoagganciante su lamiere sottili, optando per soluzioni meno pratiche, più laboriose, ma soprattutto meno stabili nel tempo.
La questione potrebbe essere risolta facendo riferimento al dibattito tra produttore , progettista e fruitore, solo tramite un confronto diretto è possibile realizzare un miglioramento completo e mirato, che garantisca un prodotto sempre più vicino alle esigenze produttive.
Una sicurezza a norma di legge per tutti i nostri prodotti
Uno degli aspetti fondamentali della produzione è la sicurezza, molto spesso questa sfaccettatura tende a passare in secondo piano, ma è proprio grazie alla tutela del consumatore e del produttore che è possibile progredire e garantire un controllo che abbraccia molteplici aspetti.
Il fruitore di un prodotto finito è interessato all’aspetto economico, all’ efficacia, ma senza dubbio si preoccupa anche sicurezza di quest’ ultimo, che nei diversi campi applicativi si traduce in un controllo mirato, volto garantire una prevenzione soprattutto per quanto riguarda la salute.
Proprio come accade in ogni settore, anche il nostro ambiente di produzione deve sottostare a ferree leggi e decreti, favorendo una produzione efficiente sotto qualsiasi aspetto, ma soprattutto garantendo una regolazione del sistema, integrandolo in un ampio contesto commerciale, che è quello europeo.
Le norme della comunità europea sono in continuo aggiornamento, la direttiva vigente di recente applicazione è la : RoHS ( Restriction of Hazardous Substances Directive), adottata nel 2003 dalla comunità europea, divenuta obbligatoria dal 1 luglio 2006.
La direttiva impone una tassativa restrizione relativamente all’utilizzo di determinate sostanze identificate come “pericolose”, nella costruzione di apparecchiature elettriche ed elettroniche, alcune delle suddette sostanze sono: piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, sono metalli ampiamente utilizzati dall’ industria, ma particolarmente tossici per la salute in concentrazioni elevate, per tale motivo sono stati introdotti dei limiti percentuali molto bassi che non permettono alla sostanza di interagire negativamente con i processi biochimici e fisiologici del nostro corpo. In particolare il cromo esavalente in passato era molto utilizzato per realizzare la zincatura dei prodotti, per evitare la corrosione e l’ usura delle superfici, ne è stato limitato l’utilizzo proprio perché si è scoperto essere una sostanza cancerogena.
I nostri prodotti seguono scrupolosamente tutti gli aspetti della direttiva RoHS, anche nel caso in cui ci fosse necessità di eseguire zincature particolari, su richiesta del cliente, il tutto sarebbe regolato da un percorso realizzato completamente a norma, nel pieno rispetto delle vigenti direttive nazionali ed europee.
Inserti autoaggancianti serie 300 e 400. Come, dove e quando utilizzarli
Il mercato moderno ha visto sorgere e crescere innovazioni tecnologiche e prodotti necessari al nostro progresso, ma in ogni campo, in ogni singolo ambiente, c’è un lavoro complesso alle spalle, per permettere a quel prodotto di vedere la luce e di entrare con sicurezza nelle mani dei fruitori.
Non è semplice comprendere i meccanismi di una catena produttiva, eppure ogni micro prodotto, contribuirà alla realizzazione del macro prodotto, ossia ogni più piccolo oggetto realizzato, sarà necessario e fondamentale per ottenere un lavorato di qualità impeccabile.
Se consideriamo l’ innovazione apportata dall’ avvento degli inserti autoaggancianti, dobbiamo pur essere consapevoli che le loro caratteristiche non sono state ancora del tutto esplicate, e per tale motivo sempre più spesso tendono ad essere sottovalutati o messi da parte, proprio per una mancanza di fiducia, ma soprattutto per via di una scarsa informazione.
Se l’ obbiettivo da raggiungere è quello di utilizzare un inserto autoagganciante di acciaio inox su una lamiera composta dal medesimo materiale, allora si che iniziano i dilemmi esistenziali.
Il problema sorge proprio considerando gli inserti autoaggancianti della serie AISI 300 e AISI 400, caratterizzati da due materiali apparentemente simili, ma che in realtà presentano differenze sostanziali, infatti la serie 300 è stata realizzata utilizzando un’ acciaio inox ferritico, quindi amagnetico, mentre la serie 400 è composta da un’ acciaio inox austenico e di conseguenza magnetico. La serie 400 rispetto alla 300 presenta dei vantaggi maggiori e delle garanzie di prestazione migliori, ed è senza dubbio la particolare durezza ad offrire il massimo della resistenza.
Le maggiori problematiche di assemblaggio si riscontrano nel momento in cui si cerca di inserire l’ inserto in acciaio inox serie 300 su una classica lamiera di acciaio inox, a livello commerciale solitamente il più utilizzato è AISI 304. Siccome AISI 304 e 300 presentano la stessa durezza, durante l’ installazione, per motivi scontati, non sempre si riesce ad ottenere un fissaggio corretto. Per risolvere concretamente questo problema è necessario affidarsi ad un acciaio più duro, ossia all’ inserto AISI 400, ma solo un’ attenta valutazione tecnica da parte del nostro staff potrà orientarvi nella scelta dell’ inserto migliore.
Consideriamo inoltre che se prendiamo come riferimento i valori HRB relativi ai prigionieri classici, dobbiamo sottolineare che quelli della serie 300 vengono montati su lamiere con durezza massima di 70 HBR, mentre relativamente alla serie 400 possiamo utilizzare lamiere con una durezza massima maggiore, ossia fino a 92 HBR, per tale motivo la scelta diventa ardua e complessa, proprio perché basta essere poco esperti in materia, o conoscere in misura non adeguata le caratteristiche di ogni singolo elemento, per “inceppare” in un errore professionale.
Noi sappiamo bene che, l’ utilizzo della serie 300 rispetto alla 400 deve essere supportato da una scelta pratica e logica, per tale motivo qualora i nostri clienti avessero dubbi o incertezze è possibile avvalersi della consulenza tecnica di un esperto.
Come si dice in questi casi: Prevenire è meglio che curare” ed in questa situazione la prevenzione diventa una scelta fondamentale.
